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TASSO DI RIFERIMENTO
determinato dalla Banca d'Italia
ex Tasso Ufficiale di Sconto (TUS) fino al 31/12/1998
dal 2004 determinato dalla Banca Centrale Europea
| Il costo
del denaro diminuisce ancora La Banca Centrale Europea, BCE
con provvedimento del 6 novembre
2008, ha ridotto il tasso ufficiale di riferimento di mezzo punto
portandolo al 3,25% |
| La BCE taglia
nuovamente i tassi e ammette "Siamo in piena recessione"
Un corposo taglio dello 0,75% al costo del denaro che è ora
ridotto al 2,50%.
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| Un altro taglio al costo del denaro
che è ora ridotto al 2 % |
| La Bce ha tagliato ancora i tassi
d'interesse dello 0,50%, portando il tasso di rifinanziamento all'1,5%
nuovo minimo storico. |
| La banca centrale europea ha annunciato
una riduzione di 25 punti base del suo tasso di rifinanziamento, che
passa dall'1,25% all'all'1%; una decisione in gran parte attesa dagli
analisti, che porta ad un nuovo minimo storico. |
Torna a salire il costo
del denaro: il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di alzare il
tasso di riferimento all'1,50%, dopo l'intervento del 7 aprile che
lo aveva portato all'1,25% é la seconda variazione dal 7 maggio
2009, quando - in piena crisi economica - l'Eurotower portò
il livello dei tassi al minimo storico, all'1%. Quella decisione rappresentava
il settimo taglio consecutivo dall'ottobre 2008.
fonte: TgCom
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La prima mossa di Mario Draghi
come presidente della Bce è un autentico blitz: una sforbiciata ai
tassi, un taglio del tutto a sorpresa con cui l'ex governatore di
Bankitalia mostra subito una discontinuità rispetto alla linea dell'immobilismo
degli ultimi mesi della gestione Trichet. Agire in fretta, mostrando
un board dell'Eurotower totalmente in sintonia sulla decisione, significa
riconoscere da un lato quell'emergenza che porta con s´ i rischi di
una «lieve recessione» sul finale dell'anno, ma dall'altro indica
anche la volontà di affrontare di petto, senza perdere tempo, la sfida
del rilancio.
Draghi l'ha fatto, ricevendo un plauso pressoch´ unanime a livello
internazionale
La riduzione del costo del denaro di un quarto di punto riposiziona
i tassi all'1,25%, accorciando solo in parte la forbice che ci separa
dai Fed Fund, ma resta comunque la prima boccata d'ossigeno all'economia
dopo le due strette decise dall'inizio dell'anno da Trichet, l'ultima
delle quali risale appena al 7 luglio scorso, quando il tasso di
riferimento venne portato all'1,50% nonostante la crisi del debito
sovrano europeo avesse già mostrato tutta la propria forza distruttrice.
Fonte:
Il Giornale
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